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Inviati
Da Firenze a Anguillara.. passando x Pisa di Michela
Dopo averci pensato su almeno un paio danni, passata la
maratona di Firenze il 27 Novembre 2005, decido di chiamare
un mio amico, Paolo, che già da diverso tempo miete successi
nel triathlon.. ed è fatta!! Complice la mia insofferenza
per le cose ripetitive e soprattutto fondamentale la sua guida..
il 29 dic scorso torno in piscina.. e da lì ad arrivare
alla mia prima gara, appunto il 4 giugno, il passo è
breve J
Il nuoto è stata una bellissima riscoperta, specialmente
se intervallato con i km che ho comunque continuato ad accumulare
in tutti i percorsi verdi umbri.. ed arriviamo così a
Maggio, quando la mattina del 14 sono alla partenza della Pisa
Marathon : bellissima esperienza, uno spettacolo di percorso..
e un tempo finale da skifo (3 38).. va bè, sarà
per la prossima, mi dico, non so ancora quale , ma sicuramente
dopo lestate.
Passata anche questa, aggiungo la bici.. un po in ritardo,
vista la mia scarsa dimestichezza con il mezzo (cho ancora
i segni addosso.. così assurdi da poter essere spacciati
per postumi da una lotta con tigri a mani libere!!).. ma meglio
tardi che direttamente in gara, o no?
OK: arriva il 4 giugno 2006, data designata e concordata con
Paolo per il mio esordio: uno Sprint ad Anguillara Sabazia.
La gara è tra le più brevi e prevede in successione
750m di nuoto nel lago di Bracciano, 20km di bici su strada
e 5 km di corsa owiamente le tre frazioni sono comprensive
dei due cambi!!! Ah.. quello si che mi era sfuggito nei mesi
scorsi!!
Morale: sabato, vigilia del grande giorno, alle 17.30, siamo
(dico siamo perché posso contare su almeno tre preparatori/addetti
al primo soccorso) ancora in zona pista ciclabile, c/o percorso
verde, a provare il mio ipotetico cambio da nuoto
a bici.. e nel frattempo cè anche stato modo di
raccogliere uno sparuto gruppetto di tifosi.. ai quali chiaramente
attribuisco subito tutta la colpa delle mie manovre maldestre
J.. !!
Va bene, arriva domenica mattina: tutto pronto, bici in spalla
e motori accesi.. si parte!
La gara è alle 14, quindi per le 11 abbiamo già
mangiato.. arrivo in zona Anguillara per le 12.30.. ci prepariamo,
approntiamo la zona cambio con tutta lattrezzatura al
posto giusto.. e mettiamo le mute..
Dicono che lacqua arriva a 15° e a terra cè
un vento mostruoso.. ma sembra tutto così preciso, che
mi sorprendo a non avere nessuna paura.. sarà la solita
incoscienza!
Le donne partono alle 14 e gli uomini alle 14.05.. lennesima
disuguaglianza, che però a sto giro a pensarci bene mi
va alla grande.. sai che trauma essere travolta dalle bracciate
di tutti i partecipanti maschili? No no decisamente meglio così..
Partiamo e mi tuffo subito nellacqua gelida, anche perché
mi ricordo di aver letto che meno cammino, prima nuoto e meno
tempo perdo.. (ma che scoperta ho fatto?).. bene, tanto x iniziare
sbaglio traiettoria e allungo il percorso di circa 50m.. non
mi accorgo di nuotare ad un ritmo troppo veloce e presto mi
ritrovo in mezzo al lago, occhialini appannati, con un affanno
terribile, la muta e il body che mi comprimono il torace.. aiuto!!
No.. mi fermo, mi giro verso la riva e mi faccio ridere da sola..
ok, torniamo verso la prima boa, rigorosamente da aggirare a
dx, a RANA, visto che nn vedo una mazza davanti a me e soprattutto
sti battiti non vogliono saperne di scendere ad un ritmo decente..
raggiungo la 2° boa, nel frattempo ho ripreso le bracciate,
tiro diritto (s fa x dire.. diciamo che cerco di impormi una
traiettoria..) e raggiungo la riva.. comincio a correre, o almeno
ho limpressione di farlo.. mi riaffiorano allimprovviso
le parole di Paolo e Simona.. cammina più tardi
possibile.. esci dallacqua a muta già calata..
corri verso la bici.. focalizza larea della TUA bici..
e togli subito tutto.. vedrai che ti girerà la testa
e non ci capirai nulla.. ma è tutto ok.. ed è
così puntuale e preciso come descritto.. sento
la vocina aggraziata della Simona che mi dice in sequenza togli
tutta la muta.. metti le scarpe.. metti gli occhiali.. metti
il casco.. VAIIII!! è una grande!! Mi gira tutto,
ma riesco a fare tutta la sequenza in un paio di minuti e mezzo,
tenendomi alla sbarra in alluminio.
Abbandono la zona cambio e corro con la mia bici in mano, verso
luscita.. La partenza più traumatica: in salita,
con suggestiva curva, sui sampietrini!! Mi tengo alla transenna
e parto, con dinanzi il viso di Simona.. la cui espressione
mi basta x ritrovare la forza di partire.. e via.. incredibile!!
Sono sulla salita riesco a fare tutto.. e trovo unandatura
comfort da poter tenere almeno x un po.. owiamente la
discesa non si fa attendere, così come il vento contro
(!), ma mi sto divertendo da morire, sto bene, cominciano a
superarmi gli altri compagni di squadra, tutti gentili e sorridenti
che addirittura mi dicono: dai.. vieni via con noi..
. Io non ci penso nemmeno lontanamente.. ancora non sono in
grado di mantenere lequilibrio quando sono in gruppo..
figuriamoci in scia!! Le difficoltà ciclistiche devono
ancora arrivare.. ma nn si fanno attendere granchè..
GIRO DI BOA attorno al vigile.. oddio.. adesso o cado io contro
il guard rail o imbarco il vigile.. decido di graziare entrambi
e sgancio i piedi dagli attacchi.. il vigile (che dentro di
sé ringrazia il cielo) è pronto a sorreggermi
x ripartire.. e via, di nuovo il salita.. e poi di nuovo in
discesa.. penultimo giro di boa.. stavolta ripartenza in discesa..
non ce la posso fare!! Stacco di nuovo i piedi ma stavolta non
faccio in tempo a scivolare dalla sella.. e la catena della
bici mi si tatua a mò di calco sulla caviglia destra
ma non sento niente e riparto, con il sostegno di un gruppo
di turisti tedeschi che blatera qualcosa (ma io lo sapevo il
tedesco, prima della gara.. oddio.. ma sono così sconvolta??
O forse non sono tedeschi, loro boh?) Riparto si rigira
attorno al vigile e io gli urlo da lontano sono quella
di prima e lui in laziale .. a bella.. ce lo so
,.. tu nun te preoccupa.. taiuto io.. e via.. discesa..
arrivo in zona cambio.. chiaramente questa volta in discesa
e sempre sui sampietrini.. ce la faccio.. stacco la bici, comincio
a correre in zona cambio lascio la bici, tolgo scarpe, occhiali
e casco.. metto le care e vecchie Mizuno (le stesse della maratona
di Firenze .) e via.. per lultima frazione: questa
la so!! Corro a più non posso.. e cerco di vedere la
mia immagine riflessa in qualche vetro, almeno per controllare
di non aver assunto la tipica postura di corsa seduta
post bici.. sembro ok.. Simona mi urla che sto correndo bene..
e io vado..
Stavo tralasciando la parte più bastarda.. vedo
in lontananza una tipa che mi aveva superato in bici nellultima
salita, prima del volo e della catena tatuata.. eccola.. è
lì.. che corricchia.. oh si.. ditemi che è vero
(che bastarda che sono!!) penso di aver fatto il mio personale
in quei 200 metri.. e la recupero subito, forse addirittura
spostandola ..no, va bè, questo magari no.. sono solo
io che forse sono un tantino fuori di me..
Poco importa, il percorso è fatto da un tratto di 2500
m di lungo lago da percorrere andata e ritorno.. quindi alla
mia andata incrocio i miei compagni di squadra.. tutti sempre
sorridenti e gentili con me, che mi incitano.. owiamente cè
anche Paolo, che con un sorriso e due parole mi da la carica
per lo sprint finale.. rimonto altre 3 ragazze e arrivo
alla finish line.. Che bello che è stato.. ma è
già finito!!!!!
E adesso? Semplice.. ci sentiamo alla prossima.. il 25 giugno
a Rimini..
Michy
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