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A Budapest con me… di Pierluigi Ciaccio

Avete presente Massimo Santin, quello con pizzetto e papalina alla Zucchero prima maniera, che nella pubblicità di Budapest su correre ti abbozza un sorriso tanto per prenderti per i fondelli dicendo che lui c’ha migliorato il personale di 6 minuti e ne è soddisfatto…(ma nooo!)
E tu che da un paio d’anni ti tiri il collo ad ogni maratona sperando di rosicchiare almeno un secondo al tuo tempo, pensi che il detto “siamo nati per soffrire” l’abbiamo coniato proprio x te…
Ma poi, in fondo, perché non provarci davvero: dicono che sia una bella città, il gulasch non è così male, e, alla fine, uno tirato su a pane e nebbiadeltevere, non è detto che in riva al Danubio non si senta un po’ a casa sua!
E allora, sperando che la tabella di corriumbria, stavolta sia quella buona, divori il battistrada delle tue mizuno tutta l’estate, a zampettare tutto sudato per le strade del tuo paese.
E visto che anche le overdose di insalata a tavola, danno i loro frutti, facendo sorridere la bilancia… tenti finalmente l’assalto ai Carpazi!
Per non lasciare nulla di intentato, la formazione viene studiata a tavolino:
1) Aldo, cineoperatore, (il meglio che il mercato possa offrire) con il compito fondamentale di documentare l’eventuale successo,
2) Emanuela perché… se non si documenta lei, alla frontiera ti danno una pacca sulle spalle, un sorriso… e ti rispediscono al mittente…
3) Elisa perché, se provi tu a chiedere in inglese, quando quelli hanno smesso di sbellicarsi dalle risate, il tram che dovevi prendere è già passato…e poi la musica che sceglie per il dvd è quella giusta…
4) Daniele perché, va bè, porta il Milan, ma la colpa è del padre, e lui è simpatico…
5) La Grazia perché il fans club chi ce l’ha se lo tiene stretto…e ha vinto pure la paura dell’aereo!
6) Nardo idem c.s., ed è un podista anche lui… (c’ha le mizuno wave rider come me…)
7) Davide perché è una promessa, e con la cioccolata mica scherza!
8) Michele perché da grande vuole fare “gigichecorre”
9-10-11) Cristina, Giorgia e Alice, perché sono le mie donne, e da solo non mi fanno partire… per di più se le lascio a casa, gufano!
12) Clara perché è mia sorella… e il tifo è sincero!
13) Giacomo perché è mio nipote… e non porta l’Inter come suo fratello…
14) Francesco perché non è da tutti avere un medico personale, ed è quello che mi ha “lanciato” e ha fatto anche Londra (scusate se è poco…) poi corre la maratona anche lui, così almeno siamo in due!
15) Io perché… se non ci vado, non c’è storia!
A disposizione: Leo e Filippo, che sono a casa, ma con un abile lavoro psicologico via sms, mi convincono che questa è la volta buona…
Allora si parte: bella città se non fosse che rischi la vita ogni volta che sali in autobus (sembra di essere sul tagadà dei baracconi) gli autisti hanno perennemente la moglie che ha buttato giù la pasta…
Quei fetenti dei miei amici mi fanno scorrere davanti i più succulenti manicaretti della cucina magiara, e io, a furia di ingoiare carboidrati, mi sento pronto più per il lancio del ruzzolone (al posto di quest’ultimo) che per la maratona.
Per ritirare il pettorale sembra di stare a una caccia al tesoro: il boschetto è un dedalo di viuzze, ma almeno l’aria è buona…finalmente rientro in albergo, e si consuma il rito dei preparativi.
Poi, ormai di moda, arriva la “notte bianca” …naturalmente ho già contato invano tutte le pecore dei Carpazi senza chiudere occhio… perché in ogni vigilia c’è un suo tarlo… (Filippo e Leo ancora ridono per i miei controlli da check point israeliano sul sacco per Venezia) Stavolta Francesco mi ha fatto ricordare di non aver controllato il funzionamento del chip…e per tutta la notte mi scorre davanti il sorriso scemo di George Clooney che mi dice:”No chip! Non parti”!
Finalmente arriva la mattina della gara… dopo che ho sentito stridere tutti i tram di Piazza Blaha…tanto per partire col cuore in pace mi sorbetto l’ennesima scarpinata per testare il chip…e con gambe come una statua dei capi magiari di piazza degli Eroi…(non ha caso per Filippo sono l’uomo roccia!)
Raggiungo con Francesco gli spogliatoi delle terme… e sembra di essere a una gara del Gran Prix: quelli del Marathon Club occupano metà piazza (e per di più con gli altri al seguito disseminati lungo il percorso...)
Insieme si fa un summit in cui ognuno elenca i propri acciacchi…e descrive quanto di peggio si possa fare (ed è stato fatto!) nei giorni prima… e con Alessio si fissa l’obiettivo: il palloncino delle 3 ore e 15’ (se le gambe reggono).
Poi avviene il miracolo: con lo sparo del via, le gambe scivolano veloci… per fortuna il saggio Alessio mi tiene un po’ a freno: ”me sa che se còntinuamo còsi…io n’zarrivo…” (in effetti il 3° a 4 e 19 sembrava un po’ azzardato…)
I chilometri scorrono via che nemmeno ce ne accorgiamo, e “sposiamo” tre ungheresi, (probabilmente ultramaratoneti) che ci fanno strada con un andatura da orologio svizzero.
Intanto si unisce a noi Pierpaolo: un ragazzo di Nuoro veramente in gamba, che dopo pochi metri è già uno di noi, ed assume il comando delle operazioni…
Sento che le gambe vanno… anche se la paura per i crampi dell’ultima volta è sempre presente… per fortuna la compagnia e buona, e con la mente leggera la fatica non si sente.
Man mano che passano i km sento che stavolta la crisi non è uno spauracchio e comincio a crederci davvero.
Pierpaolo al 37° comincia a fare proiezioni sul tempo finale… e l’entusiasmo prende il sopravvento: è ora di quel 5.000 che ho sempre sognato e metto nelle gambe tutto quello che ho (e forse un po’ di più) in quell’allungo finale…
Sembrerebbe un paragrafo di “con le ali ai piedi” di Baldini, se non fosse che, tratto dall’inedito: “la maratona di Fantozzi” mi fermo con le braccia alzate a un finto traguardo, con tanto di cronometro vero, (ancora non ho capito cosa ci stesse a fare!) appena il quarantaduesimo km.
Per fortuna chi mi supera ha il buon cuore di indicarmi che il mio è un abbaglio, e c’è ancora da correre… e così, riparto di scatto beccando un meritato crampo… ormai però possono provare a sradicarmi anche con l’accetta: raccolgo le ultime forze rimaste, e raggiungo il tappeto rosso con le dita verso il cielo per il mio piccolo momento di gloria.
All’arrivo tutto il fans club portato per l’occasione mi fa sentire “uno vero” e c’è spazio anche per i momenti forti, con gli abbracci a Pierpaolo e Alex…
Unico fuori programma un po’ di lettino dei sanitari perché vedevo la faccia di Alex inghiottita dalle nebbie…ma questa… (come direbbe Pupo) …è un’altra storia!
Dimenticavo: personale migliorato di 8’25”: caro Massimo Santin, stavolta ti ho fregato!

Pierluigi Ciaccio

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