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Inviati
Più corri e più vorresti correre - Forrest Gump
a Cannara di Andrea
Ora vi narrerò il mio, posso dirlo, debutto da podista.
E' avvenuto a Cannara, domenica 6 febbraio. Già da tempo
si parlava di questa garetta bella e semplice, che, essendo
in concomitanza con il cross di Trevi, sarebbe stata penalizzata
sotto il profilo della partecipazione. Invece la mattina un
concentramento frondoso di podisti si ritrova al via. Ci sono
Papes, Faxx, Pablo, Stefano, e, incredibile, anche Alex. E poi...ci
sono io. Capitolo a parte. Non mi ero allenato per più
di due mesi (avevo smesso per le feste natalizie), prima a causa
di una fastidiosissima e, a quanto pareva, instricabile verruca,
poi per un raffreddore. Morale della favola: ho ripreso ad allenarmi
giovedì, facendo meno di tre chilometri. Anche oggi doveva
essere solo una passeggiata, una non competitiva. I miei flaccidi
compagni non avevano neanche "l'attrezzatura", io
invece mi sentivo bene e avevo voglia di correre. Allora incontro
Alex che mi dice se per cortesia gli faccio qualche foto, e
io accetto volentieri. Mi sentivo bene sotto l'egìda
di Corriumbria. Gli "omini" mi danno più retta
se dico che le foto vanno su Corriumbria.it. Eh, i segreti di
Alex... Mancano
cinque minuti alla partenza, e io sono ancora con la mia squadretta,
tutti vestiti perbenino, per la serie "se ce sporcamo la
mamma ce sgrida!". Allora faccio una bella cosa: prendo
Clara, la meno apatica del gruppo, e le consegno il mio palmare.
Le foto che farà le metterò sul mio sito, penso,
e io uso la macchinetta di Alex, così sono più
tranquillo che due immagini da buttar su ce l'ha. Io parto in
coda al gruppo e camminando, ma parto. E piano piano sento che
le gambe girano, fatto strano per me, non ho azionato il cronometro,
non ho obiettivi, ma incomincio a correre. Un ingranaggio si
era innescato in me, la PASSIONE. L'ardore della corsa. Avete
presente il film Forrest Gump? Uguale. Più corri e più
vorresti correre. E ripesco tutti quelli della non-competitiva.
Intanto Clara s'è persa nei meandri della campagna. -Pace-
mi dico -userò le foto di Alex-. Scopro la bellezza del
correre insieme agli altri, non avevo mai provato questa emozione.
Mi sento come un pistolero del west che fugge dallo sceriffo
in sella al suo destriero. Che bello!
Ecco, d'improvviso ho un traguardo: raggiungere l'ambulanza,
la vedo davanti a me, cavolo, lei non fa fatica, farnetico.
Però ce la faccio, si, ho raggiunto l'ambulanza. Quando
accadde l'evento che ha inevitabilmente segnato la mia gara.
Un anziano signore, iscritto alla competitiva con il pettorale
656, è evidentemente arrivato in ritardo, e ora sta risalendo
il plotone.Mi
aggrego a lui, mi congedo definitivamente dalla scopa di fine
corsa e scatto. Facciamo due chilometri a quattro e mezzo (mi
rammarico solo di aver camminato all'inizio), e raggiugiamo
un bell'assemblamento di podisti tapascioni. Per ora posso essere
uno di loro. Allora 656 continua la sua rimonta e io proseguo
a sei al chilometro con i miei nuovi amici.
- Ma tu se l'fotografo?- Io tutto contento perchè pensavo
di essere stato riconosciuto gli faccio: - Si, perchè
si vede?- e lui -Beh, hai la macchinetta in mano- (Mi svilisco
e come risvegliandomi da un sonno profondo mi accorgo di avere
in mano la fotocamera di Alex). - Comunque i fotografi avrìon
da stà davanti, l'se, si?- - Eh- Rispondo io - Arivàcce
- ...
Sono costretto a saltare il ristoro perchè non lo noto,
preso dall'ènfasi della competizione (mi accorgo poi
vedendo i bicchieri vuoti per terra). E
finalmente arrivo. Stremato, stanco, disidratato, ma felice.
E soddisfatto per aver fatto quello che non avevo mai provato.
5500 metri mi riempiono la bocca come il panettone a Natale.
Sono al settimo cielo. Il resto (200 mt con 25 kg di cipolle
e 5 bottiglie di vino in mano, altri 500 mt per trovare Alex
e riconsegnargli la macchinetta, il tè caldo che mi brucia
la gola, la premiazione, la foto di gruppo) è niente.
Io sono solo contento di essere riuscito a rompere il fiato,
e finalmente di aver fatto un altro passo avanti nel mondo del
podismo, di aver conosciuto la fatica e la gioia di CORRERE.
Grazie a tutti.
Andrea
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