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Inviati
Gubbio - Cross "S.Ubaldo" di
Papes
Sono all'esordio nei cross, ma la corsa nei campi per
me non è una novità anche se il ricordo si perde nella notte
dei tempi, cambia la compagnia ma non lo spirito con cui anche
in età matura si affrontano le competizioni al motto “non si
fanno prigionieri” e nel rispetto del primo comandamento "prima
non prenderle" a cui aggiungo un più bene augurante "l'importante
è tagliare il traguardo". Nel giro di ricognizione del percorso
oltre i compagni di scuderia incrocio nell'ordine Patrizio,
Maurizio, Faxx e Alessio ed il momento viene immortalato da
una bella foto; il freddo gelido se ne và e si viaggia a maniche
corte. Lo sparo della partenza, il branco dei podisti che avanza
rendono più intenso il profumo dell'erba tagliata; la brina,
il fango il correre sull'erba rievocano per me antichi ricordi
di quando ragazzino dell'estrema periferia di Perugia nella
Zona Cortonese a ridosso di Pian di Massiano, ci si lanciava
in folli corse al grido "l'ultimo che arriva è finoc......io
(ambiguo ortaggio bianco con ciuffi verdi) e lo stimolo a non
arrivare ultimo c'era .............. e come se c'era !!! Il
campo di gara era il podere di "morbidino" un gretto contadino
che se era di buon umore, prima tirava giù un rosario di insulti
e bestemmie irripetibili e fantasiose e poi ci sguinzagliava
dietro i cani, se invece era di cattivo umore l'inseguimento
veniva eseguito da lui e dal fratello armati di forcone e quando
in estate, alla corsa abbinavamo lo scippo di pannocchie non
mancava l'ebrezza di qualche fucilata caricata a "sale". Il
podere di Morbidino si estendeva da via Monte Malbe fino a pian
di Massiano nella zona ora occupata dalle autorimesse dell'ATAM
fino a piazza del Mercato dove sostano i baracconi, da un lato
era delimitata dallo stabilimento dei tabacchi lungo via Cortonese
il cui muro d'estate era territorio di caccia alle lucertole
(ricordo certe sassate !!!) e dall'altro dal laghetto che ora
e recintato in cui vengono allevate varie varietà di oche, ma
la notte riconvertito ad allevamento intensivo di "lucciole"!!!
Immaginate in questa zona solo prati, alberi, alcuni filari
d'uva e poi il nulla. Tutto qesto prima dello stadio R.Curi
del Palazzetto e del percorso verde. L'arrivo era fissato alla
casa abbandonata, ora ristrutturata ed adibita a ristorante,
per capirci nei pressi della gradinata e degli spogliatoi del
Curi. Luca, Marco, Claudio, Roberto, Peretta, Giuliano, Paolo,
Riccardo, Stefano, Francesco, Ciuba un ragazzino di colore di
cui non ricordo il nome, forse perché per noi era solo Ciuba,
più forte ad arrampicarsi sugli alberi che nella corsa, forse
perché non era un africano ma figlio di un colored americano
che causa problemi con la giustizia lo aveva parcheggiato nel
famoso collegio dei frati di Via Cortonese da dove regolarmente
ogni pomeriggio scappava per venire a giocare con noi, e via
……ci si lanciavano in corse a tutto gas!!!! Già da allora non
ero il più veloce ma a centro gruppo, come adesso, forse perché
dal mezzo puoi vedere sia i primi che gli ultimi, ma nel lungo
mi difendevo bene!!!! Ad attenderci in quella casa diroccata
c'era un pastore sardo con il suo gregge di pecore che in cambio
dei "giornalini" Topolino, Intrepido e Monello, Oltretomba,
Diabolik, Kriminal ci faceva giocare con le sue pecore e ci
faceva assistere alle varie fasi del suo lavoro (sgozzamento
di agnelli, scuoiamento vari ecc.....) sostava lì alcuni mesi
l'anno, l'erba per il gregge non mancava, poi d'improvviso non
lo trovavamo più, spariva con il suo gregge per riapparire alcuni
mesi dopo sempre affamato di giornaletti per riempire il vuoto
e la solitudine di quelle lunghe giornate. Le corse continuavano
poi in direzione dell'attuale percorso verde c'era già uno stradellino
che costeggiava l' attuale fosso e che saliva su, su, attraversando
la ferrovia fino ad arrivare alla Città della Domenica passando
all'interno del recinto dei cavalli !!!!! che scatti in salita,
e che ripetute quando i cavalli si accorgevano di noi !!!!!
ancora peggio quando ad accorgersi erano gli operai della Città
della Domenica !!!!! Il primo dei tre giri previsti se ne và
insieme ai ricordi d'infanzia, d'improvviso mi torna alla mente
uno di quei amici Marco e razionalizzo che non c'è più colpito
da meningite fulminante durante il servizio militare all'età
di 19 anni (che sfiga !!!!) allora gli dedico un sorpasso accelero
(o meglio ........quello che mi precede rallenta !!!) e voilà
ho onorato anche la memoria di Marco. A metà del secondo giro
mi passa Alessio (il Grande Webmaster di Corriumbria) che tranquillamente
in progressione se ne và al traguardo mentre io dietro "arranco"
e sbuffo come il treno che porta a Tegucigalpa sulla ferrovia
Andina ed impreco perché le scarpe non attaccano (già!!! molti
con le scarpe chiodate io sempre quelle che uso su strada!!!!!!).
Ma che c'entrano le scarpe....... avrei bisogno di un paio di
cingoli e anche di un bel motore turbo !!! ma mica sono Mazinga
Z !!!! Quando riaffiora il dolore al fegato, classico segnale
di sovra affaticamento, penso: "ma in fondo chi se ne frega
97° o 127° o 159° non cambia nulla, al traguardo voglio arrivare!!!
e a casa in buone condizioni devo tornare !!!! è quello l'unico
vero obbiettivo del crono non me ne può fregà de meno (come
dice n'amico mio romano de Roma)". Il terzo giro è di relax,
visto che i giochi sono fatti (il primo da mò ch'è arrivato!!!),
all'arrivo sono stanco ma soddisfatto (la foto non mente!!!).
Nel dopo gara e nel viaggio di ritorno i commenti non vanno
oltre: hai "fregato" Tizio ma ti ha fregato Caio, hai visto......
Sempronio è scoppiato e via di seguito................ma io
dentro di me pensavo non devo "fregà" niente a nessuno, stessa
cosa vale per quelli arrivati prima di me nessuno mi ha "fregato"
nulla e chiudo questi discorsi ribadendo ai compagni di viaggio
che corro per il gusto di correre che cerco, per quanto è possibile
il benessere fisico ed il giusto equilibrio psichico e che magari
durasse..................nel caso avesse intenzione di peggiorare
!!!!! Sinceri Auguri di Buon Natale a chi leggerà, ed arrivederci
a Sangemini.
Papes
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