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Venezia... la maratona dell'amicizia di Marianna Passiu

Che cosa fa un podista la settimana prima di una maratona? Naturalmente consulta l’oroscopo: Amore: coltiva le amicizie; Lavoro: alti e bassi; Benessere: fiato ai minimi storici. A questo punto tu cosa fai? Punti tutto sulle amicizie sperando che siano loro a portarti fino al traguardo. Ed eccoci alla vigilia della Maratona di Venezia.
Al ritiro pettorali come sempre ci sono le star del passato e del momento che rilasciano interviste a chiunque e già lì alla mia lepre scappa una battuta: “Dai Mary, prepara la penna per gli autografi”. E io in cuor mio pensavo “Speriamo che non spari cavolate anche al 30esimo chilometro”…. ma la mia lepre mi conosce bene, anche perché tra un mese esatto me la sposo, e quindi sa che nel momento di crisi nera è meglio starsene chiusi in tana altrimenti si rischia l’impiccagione al Ponte della libertà.
In macchina al ritorno dal pasta party arriva la telefonata di un amico “porta fortuna”: “Pronto parlo con la pacemaker delle 3:30?” “No, con Paula Radcliffe” “Però, si punta alto a quanto sento”…. e via con una serie infinita di battute….” Ricorda di scrivere l’articolo, mi raccomando devi fare da inviata per il nostro sito”, e io già penso a come iniziarlo.
La notte ovviamente passa troppo rapidamente e faccio giusto in tempo a guardare l’ora per rendermi conto che bisogna partire. Accendo la TV e ascolto l’oroscopo: “Raggiungerete senza fatica uno splendido successo”…. dubito sia del successo ma soprattutto di quel senza fatica!!!!
L’appuntamento è per le 8:00 sotto il primo palo del centro sportivo di Stra: ci sono proprio tutti, la lepre (alias Rika), Giorgio, Massimo, e qualche nuovo acquisto del gruppo; dietro le spalle arrivano trotterellando gli amici dei mille allenamenti Remigio e Carlo e tutti iniziano a sparare cavolate. Un attimo di raccoglimento per la solita battuta scaramantica di Massimo “Io punto alle 3” e noi in coro “Si, del pomeriggio però”. Infine un abbraccio a Giorgio che ci dice di battergli 5 a Dolo dove ci aspetterà per il tifo. Ma chissà dove sono finiti Pio e Manuela, “strano di solito sono sempre qui prima della partenza”. Inizia il travaglio pre-gara: ore in coda davanti ai gabinetti chimici; io e la mia lepre ci guardiamo e decidiamo di andare a “rinfrescare” le ortensie del giardino di uno sfortunato che chissà quante volte al via della Maratona di Venezia avrà pensato di cambiare casa.
Pronti, attenti, partiti: i primi 5 km volano: “Stai calma e non superare a scatti” dice la mia lepre coscienziosa “Sto bene, oggi non ce n’è per nessuno”risponde l’esuberanza giovanile… direbbe il mio allenatore Felicino. Eccoci a Dolo dove puntuale tra la folla che ci incita spunta Giorgio: “Forza ragazzi 3:59 e 59”, io guardo l’ora ed urlo “se continua così anche 3:50”…. la lepre “risparmia il fiato”, uff…fin troppo coscienziosa. Belli pimpanti arriviamo a Mira e noi sapevamo bene cosa ci aspettava lì: un tifo da stadio. Per mesi avevamo preparato tutti (leggi rotto le scatole a tutti)…”mi raccomando tutti fuori dalla chiesa tra le 10:20 e 10:30 che passiamo noi”. Ed infatti eccoli lì degni tifosi di uno stadio olimpico: Fede, Chiara, Sibilla, Nicola…e Zizzi dov’è?, già, si è infilato nel gruppone dei maratoneti per correre fino al 21esimo e non ci ha nemmeno aspettato… l’esuberanza giovanile. Si battono 70 volte 7 (come direbbe Silvia, che con il pensiero faceva un tifo pazzesco) i 5, facendo movimenti convulsi che inorridivano la lepre e che domandava “E il Don?” “Si sarà fatto prendere della predica (l’entusiasmo giovanile) e si è perso il nostro passaggio” “Speriamo ci abbia almeno pensato un pochino durante la benedizione”. Si corre e la gambe tengono un ritmo sotto la media programmata “Non possiamo continuare per sempre ai 5:30 rischiamo di crollare” io:“Figurati se crollo, ti dico che questa volta non mollo”. 2 km dopo aggancio del suocero “Mi raccomando fatevi fotografare insieme all’arrivo che questa la teniamo” e io penso “Scusa ma le altre le ha incestinate? Devo ricordarmi di chiederglielo”. Siamo a Oriago ma lì non conosciamo nessuno, peccato avremmo bisogno di un po’ di sostegno dato che pensando bene qualche piccolo tiretto ai polpacci inizio a sentirlo ma sicuramente lo sente anche Baldini al 15esimo…. quindi, che problema c’è?
“Vaiiiiiiiii Mary, siete grandiiiiiiiiiiiiiii”, ma chi è che urla così? Dall’altra parte del canale ci sono i nostri amici di Mira che hanno preso la bici e si sono lanciati all’inseguimento. “Non ci posso credere, ne avevo veramente bisogno” è il 18esimo e il parziale segna 5:17. “Datti una calmata, altrimenti crolli” e io penso “Questa lepre se non tace la cucino in salmì”. Ecco che finalmente un ponte consente loro di affiancarci: la Fede mi guarda e non dice una parola (che faccia avrò?), i ragazzi scambiano qualche battuta con Rika e lì si scopre che il Don poverino ce l’ha messa tutta per venire fuori dalla chiesa a farci il tifo ma per un minuto ci ha perso…. pazienza, grazie lo stesso. Ecco che al 21esimo troviamo Zizzi “Com’è andata?” “Favoloso” “Il prossimo anno la corro anch’io”…io e Rika ci guardiamo e scopriremo dopo che pensavamo entrambi la stessa cosa “Che fuori di testa”.
Ma perchè i polpacci non li sento più mentre ora pulsano le coscie? Mah anche Baldini dirà la stessa cosa al 22esimo. “Guarda, ci sono Pio e la Manuela” ecco perché non c’erano alla partenza sono qui per darci una tazza di tè al volo. Io: “Perdiamo tempo”, la mia lepre “Per gli amici non è mai tempo perso”… ci fermiamo e scambiamo qualche battuta…. grazie ci serviva veramente qualcosina di caldo allo stomaco. Al 23esimo succede quello che non mi aspettavo: la mia lepre “Quel ristoro ci ha mangiato 30 secondi, il guadagno di 6 km” io non rispondo. E’ crisi, di quelle vere, di quelle nere e di quelle che ti fanno capire che anche questa volta il personale non lo farai. Mica per niente me la sposo quella lepre che capisce al volo che da ora in poi non potrà più parlare.
Eccoci a Mestre: “Ciao Maryyyyyyyyy” ma non saranno mica ancora i nostri. No, è un tifoso d’eccezione, un amico delle corse domenicali, Sauro, che stento a riconoscere in abiti borghesi. Indispensabile nel momento del bisogno. Ma aspetta un po’, qui a Mestre ci dovrebbe aspettare un altro Don per una benedizione volante…. ma chissà se si è ricordato in ogni caso per lui vale l’email d’incoraggiamento ricevuta nei giorni precedenti la gara…. grazie veramente!!! Si corre ormai per inerzia, le gambe girano ma poco, troppo poco.
Ma io voglio tenere botta e mi accorgo che vicino a noi sfreccia un’ombra “Hai visto chi è?” “E’ la Volpato!” “Ma cosa ci fa al 30esimo correndo nel verso opposto?” “Starà facendo la lepre per qualche amico”…. e scusa che lepre di classe, lei che vanta una maglia azzurra agli europei. Controllo il parziale che segna 7:12 e penso “E’ lungo solo perché c’è stato il ristoro” passa il traguardo del 30esimo e l’orologio segna 2:54……ci siamo devo solo tenere botta. Si, ci siamo ma dove siamo? Da questo momento in poi i ricordi sono offuscati perché il dolore alle gambe è davvero tanto. E per fortuna che sono offuscati perché almeno Crici (alias Nicola) mi potrà perdonare se sul Ponte della Libertà l’ho mandato a quel paese quando ha provato ad incitarmi. Io ho sentito solo Rika esclamare “Occhio, che non è di buon umore, e quando è così, morde”. Ricordi brevi più di espressioni che di posti, anche perché noi maratoneti eravamo soli lì sul ponte… persino Venezia ci aveva abbandonati avvolta da una fittissima nebbia. Una signora che corre allegra urla un po’ troppo per i miei gusti e al 39esimo io guardo Rika e dico “Uccidila altrimenti la butto giù dal ponte”….e pensare che mi definiscono un tipo tranquillo. Si corre su quei malefici ponti, mi sa che ogni anno li aumentano. Ma perché non ci sono più i cartelli dei km? A me servono i parziali. Chiaramente sono i pensieri della disperazione perché a cosa mai serve sapere se si sta correndo ai 7:20 o ai 7:30?. Ultimo ponte “Vai Maryyyyyyyyyyyyyy”, sono i miei genitori che brontolano un anno intero quando ritorno a casa dopo le 21 al termine di un allenamento devastante ma che alle maratone sono i più entusiasti dei tifosi pronti a battere le mani a chiunque passi…. e bravi mamma e papà. Traguardo: a braccia alzate, abbracciati e fotografati…. come da richiesta. Favolosa questa maratona: ma chi se ne frega del tempo, quando si hanno degli amici come i nostri di maratone ti vien voglia di farne tutti i giorni. Per la cronaca però 4 e 20, e pensare che al 30esimo l’orologio segnava 2 e 54…. l’esuberanza giovanile. Oggi è lunedì e come sempre leggo l’oroscopo del mattino: Amore: “Tutto va per il meglio”; Lavoro “Ciò che avete programmato sarà fatto al meglio” Salute “Vi sentirete stranamente un po’ stanchi”………stranamente?
Un grazie speciale lo devo ad una persona davvero speciale: l’anno scorso era tra i tifosi del tè caldo mentre quest’anno purtroppo no. Questa maratona doveva essere per lei ma solo perché non è riuscita così come dico io mi riservo di dedicarle la Trans-Civetta del prossimo anno dove ho un conto in sospeso con suo marito….

Marianna

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