Corriumbria.it - Corri in Umbria cuore verde d' Italia
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Inviati
Circolo Sportivo Atletica Amatori Nuoro... a Venezia di
Pier Paolo Stefanopoli
Ragazzi sto qui a scrivere brevemente la veloce trasferta in
terra veneta, precisamente a Venezia, dove 8 baldi giovani hanno
portato alto il nome societario. Affrontare una Maratona è
sempre una esperienza nuova. Non è la solita gara da
5, 10 o 20 km che bene o male si riesce a concludere in condizioni
fisiche decenti. Qua no, cè sempre un punto interrogativo,
e a volte non basta una buona preparazione per correre una buona
Maratona. Tante volte sono arrivato a questo appuntamento fisicamente
a posto per poi in gara saltare senza conoscerne il motivo.
E per questo che dico sempre a tutti che terminare male
la gara non deve farci cadere in depressione, non deve abbatterci
in modo smisurato, anzi, deve darci lo stimolo per riprovare
e cercare di trovare la soluzione per disputare la volta successiva
una prova convincente. Questo è quello che è accaduto
al sottoscritto a Venezia, dove ho ottenuto il mio personale
sulla distanza. Venezia qualche anno fa mi aveva lasciato un
brutto ricordo, una prestazione ottima sino al 30 km per poi
crollare come un salame e terminare in maniera davvero pietosa.
Volevo la rivincita, laspettavo da tempo, e volevo riprovarci
dopo aver riacquisito un po di fiducia nei miei mezzi.
Per questo da Agosto mi ero messo sotto con allenamenti duri.
Avevo un unico scopo, arrivare al Ponte della libertà
, fargli il ghigno per poi spiccare il volo e riprendermi il
mal torto subito. Non sto a dilungarmi sugli allenamenti svolti,
ma ne cito alcuni che secondo me hanno avuto una rilevanza importante,
e precisamente quelli delle ultime settimane dove ho capito
che alla gara sarei arrivato al massimo della forma: Il lungo
di Budapest terminato in 3h 9 fatto con buona facilità
di corsa, il 3x5000 fatto a Cagliari con recupero 1 km affaticante,
passavo ai 5000 in 1930 circa e recuperavo (per
modo di dire!!!) 1km con un brusco aumento di velocità
(ovvero in 345), le gambe volavano da sole, poi
il progressivo 5x4000, anche questo fatto a Cagliari partendo
da 420 al km e aumentare il ritmo di 10 ogni
frazione al punto che lultimo 4000 veniva fatto alla media
di 343!!, infine il test di Yasso, un test sul quale
si potrebbe discutere della reale efficacia ma che comunque
da un forte segnale di come si sta in quel momento, i tempi
dovevano essere agli 800 256 al 400 204,
naturalmente lallenamento è stato svolto con tempi
decisamente inferiori. Insomma non vedevo lora di arrivare
a Venezia. E quale migliore compagnia di quella avuta in questi
due intensissimi giorni???. Il viaggio come al solito in auto,
poi laereo, il treno e infine il Bus, praticamente mezza
giornata passata da un mezzo allaltro (purtroppo il nostro
male maggiore di quando andiamo in trasferta), ma sempre con
spirito sereno, dove la battuta era sempre in agguato. Ragazzi
siamo un gruppo formidabile!!! Lasciatevelo dire, continuiamo
sempre così, allenandoci si, ma tenendo presente che
il fine non deve essere solo il risultato finale, cioè
cronometrico, ma anche il divertimento tra di noi, e a Venezia
è accaduto proprio questo. In albergo quando ormai era
tardi, iniziano i preparativi, ed era bello assistere chi per
la prima volta affrontava la Maratona, dare consigli, sempre
con toni ironici, tipo: Quando arrivi al ponte se le
gambe non ci sono, Lanciati e lasciati trasportare dalla corrente
ecc.. , Tante le telefonate a Walter per ricordargli
lorario di partenza e di incontro con tutti noi, infondendogli
fiducia e cercando di trascorrere le ultime ore prima dellesordio
in tutta tranquillità, infine il battesimo da me effettuato
a posto del Presidente, dove benedicevo lo stesso Walter e garantivo
a lui larrivo a Venezia incolume. Ancora una volta BRAVO!!
Walter, ricordo ancora quando 1 anno fa, in pineta, iniziasti
a calpestare la superficie del terreno, prima camminando e dopo
a piccoli passi correndo, per poi farti travolgere da questa
bellissima passione che è la corsa. Poi la notte trascorsa
in modo tempestoso, dove il povero Mario Bitti veniva ripetutamente
violato da me e da Cristiano, nonostante fosse a lui caro un
po di organizzazione!!! . Nellaltra stanza tutto
taceva e questo ci aveva fatto pensare che gli altri stessero
dormendo, invece altro che dormire, erano in bagno
spaventati e abbracciati tra di loro, conoscevano il loro destino
e avevano paura di andare allo start e partire. Il primo mattino
scivolava velocemente, vasellina a nastro in tutti punti possibile
del nostro perfetto corpo, e via nelle gabbie per rimanerci
una mezzoretta e fare un pò di training autogeno.
Poi lo sparo, VIA i primi km passano velocemente, tutti un po
irregolari, ma dal quarto in poi eravamo degli orologi, un gruppone
di 100 e + persone che volevano scendere sotto le 3 ore, tutti
vicini. La giornata era di quelle poco augurabili, nebbia e
forte umidità, lo riconosco, avevo paura di vanificare
i tanti sforzi di questi mesi. E per questo che ho preferito
condurre una gara molto accorta, ho cercato di pensare ad altro
e trovare il massimo della tranquillità, e il percorso
ti garantisce questo, è uno spettacolo, i primi 20 km
sono tra i più belli che si possano correre al mondo.
Dopo pochi km, siamo già fradici, avevamo visto giusto,
tanta umidità, ogni 5 km una bottiglietta dacqua
veniva scolata, non volevamo rischiare di saltare, siamo ormai
al 20 km, comincia la parte più brutta del percorso,
quella di Marghera, ma la fortuna ci assiste, la nebbia nasconde
tutta la zona industriale cosicché arriviamo al 25 km
senza accorgercene. Siamo ormai a Mestre, ancora pochi km e
comincia la parte più dura, provo ad aumentare leggermente
e faccio il 27/28° km a 410, le gambe sono perfette,
mi giro, Luigi (mio fratello) è poco dietro di me, ma
mi dice di continuare da solo, capisco che per lui non è
giornata, a questo punto arrivo al 30° km , cè
il cavalcavia, non ci penso due volte, lo attacco a testa bassa,
le gambe vanno da sole!!! E via per i 5 km che resteranno tra
i più belli fatti in Maratona, là, dove 3 anni
fa avevo fallito, costruisco la mia vendetta. Arrivo al ponte
4 km e mezzo di agonia ricordo, qua no, i passaggi parlano chiaro,
405/406/406/409/403
VOLO!!! Sono ormai a 7 km da Venezia, finito il ponte inizia
la parte del porto, davvero bruttina, ma il ritmo cambia di
poco, 410, guardo il crono e penso che terminerò
in 2h 56 (penso agli altri che corrono con me) come staranno??
Dove saranno??, ma dura poco, arrivo al 39 km e qua trovo una
brutta sorpresa passo in 438, mi sono deconcentrato,
sento le gambe ancora buone, in questi ultimi 10 km penso di
aver superato non meno di 50 atleti, sono dentro Venezia, cominciano
i famosi 13 ponti in legno, ricordavo fossero solo allultimo
km, invece no, come salgo al primo sento dolore ai polpacci!!,
non mollo!!! Continuo a correre, ansimo abbastanza, poco alla
volta supero tutti i ponti, mi accorgo di non vedere le indicazioni
degli ultimi km, in lontananza si vede il Gonfiabile dellarrivo,
sembra lontanissimo, nelle salite rallento, non ho la forza
di aumentare il ritmo, ma ormai è fatta, vedo lultimo
ponte, come arrivo nel punto più alto intravedo la sagoma
di Gianni Goseli, mancano 200 metri, li faccio tutti di un fiato
e taglio come in tutte le mie precedenti 19 Maratone a braccia
alzate il traguardo. 2 h 5732, ho fatto il personale.
Mi distendo per terra, sono provato, con Gianni ci dirigiamo
negli spogliatoi e con calma analizziamo la nostra gara. Poco
alla volta arrivano tutti gli altri, ci si abbraccia e si discute
della gara. Siamo tutti daccordo che Venezia è
davvero una bella Maratona, con una prima parte veloce e una
seconda molto impegnativa, da arrivarci freschi. Il rientro
è come landata, un viaggio fatto di ricordi di
quelle 4 h trascorse tra le 9.20 e 13.20 di una domenica mattina,
dove ancora una volta il Circolo Sportivo Atletica Amatori Nuoro
è stato protagonista.
Pierpaolo Stefanopoli.
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